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Riflessioni psico-pedagogiche

  Che cos’è la scuola per te? Da una semplice domanda proposta a tutti gli studenti e agli insegnanti delle Scuole Primarie del nostro Circolo Didattico, al fine di raccogliere idee per realizzare gli Open Day in questo anno scolastico così particolare, è nato un lavoro denso di significati. Disegni, produzioni, parole, testi, elaborati si sono sommati ed uniti pian piano delineando il profilo culturale ed umano delle Scuole Primarie del nostro Circolo. Questa semplice domanda davvero ha rappresentato “ un sasso gettato in uno stagno” ed è stata capace di “suscitare onde concentriche” che si sono collocate anche a livelli profondi, coinvolgendo in riflessioni psico-pedagogiche che riportiamo, sinteticamente, a seguito.
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  1.     La scuola sono le mie maestre E’ questa una delle risposte che soprattutto nei primi anni della Scuola Primaria viene data dai bambini. E’ una risposta che si colloca dentro dinamiche psicologiche fondamentali per l’essere umano. Ciascun processo di crescita e sviluppo del bambino è attivato, sostenuto, valorizzato dalla presenza di adulti significativi capaci di infondergli fiducia, di affiancarlo nel processo, di sostenerlo nei compiti di sviluppo, di contenerlo nella regolazione emotiva. Lo sguardo che l’adulto pone sul bambino rappresenta il volano, il motore della sua crescita. La relazione insegnante-studente rappresenta quindi la chiave necessaria per attivare e raggiungere le finalità principali della Scuola Primaria.
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  1.     La scuola è un luogo dove imparo tante cose La finalità generale della scuola espressa dal Legislatore ovvero” l’acquisizione delle conoscenze e delle abilità fondamentali per sviluppare le competenze culturali di base nella prospettiva del pieno sviluppo della persona. ” è ben sintetizzata dalla frase del bambino. Scrive Gianni Rodari” facciamo una scuola in cui il bambino possa entrare intero e restare intero”. La scuola si pone obiettivi di crescita globali ed integrali della persona. Tutte le dimensioni di crescita del bambino vengono coinvolte e sono in connessione all’interno della scuola: la dimensione corporea, quella motoria, la cognitiva, l’espressiva, l’emotiva, l’affettiva, quella relazionale, quella sociale. 
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  1.     La scuola è stare con gli amici. L’esperienza scolastica che il bambino vive e attraversa durante gli anni della Scuola Primaria nasce e si alimenta dentro una cornice relazionale con e tra i pari. L’etimologia del termine compagno (dal latino medioevale companio/cum-panis: chi mangia il pane con un altro) offre una chiave di lettura poetica e nel contempo concreta della relazione che i bambini vivono con i compagni dentro il contesto classe. Le relazioni con i pari rispondono a molteplici finalità nel processo di crescita e sviluppo del bambino: rafforzano il senso di identità personale e accrescono il bisogno di appartenenza, offrono modelli di confronto cognitivo, di decentramento del proprio punto di vista, di regolazione emotiva, sviluppano competenze sociali quali la collaborazione, la condivisione, la cooperazione ma anche il confronto, la mediazione, la tolleranza, il rispetto, la convivenza.
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  1.     La scuola è come una casa, è una famiglia. La relazione educativa che si vive nella scuola nasce dentro una cornice di cura. Aver cura è prendersi a cuore, preoccuparsi, avere premura, dedicarsi a qualcosa. Un bambino deve essere educato con cura perché impari a prendersi cura di sé cercando ciò che lo possa sostenere. Dentro la scuola scorre tanta vita, vita con la V maiuscola. La Scuola Primaria accompagna la crescita dei bambini per un arco temporale ampio: entrano bambini ed escono ragazzini. All’interno di questo tempo il bambino vive, attraversa e raggiunge numerose trasformazioni, cambiamenti, conquiste. La scuola come casa e famiglia è una scuola quindi che accoglie, accompagna, contiene, sostiene, valorizza, affianca nella quotidianità, nella singolarità ma anche nella coralità del gruppo classe. Scrive un’alunna di classe 5°: “La scuola per me è vita. Mi aiuta a fare amicizie, a sviluppare la mia intelligenza. Serve per aumentare l’educazione, per risol
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  1.   1.     La scuola è un punto di riferimento, qui si imparano le cose più importanti che servono per costruire un buon futuro.   Compito fondamentale della scuola è quello di permettere a ciascun bambino/a di conoscersi, di scoprire, accettare, valorizzare le proprie caratteristiche individuali, le peculiarità personali, i propri talenti, le specificità. La scuola offrendo ed utilizzando una pluralità di linguaggi e codici (linguistico, logico-matematico, scientifico, musicale, artistico, morale, etico, corporeo, emozionale) stimola ciascun studente ad esprimersi, ad emergere, a conoscersi e scoprirsi. La scuola ha quindi anche una finalità orientativa nella vita di ciascun alunno.